Nico Rocha


          


NICO ROCHA : Biografia



Luiz Antonio Carvalho da Rocha (Nico Rocha) è nato a Passo Fundo in Brasile nel 1954, si è laureato in architettura nel 1978. Ha svolto attività di scenografo nei seguenti spettacoli:

1977 - "Camminho de volta"
1977 - "Chapetuba futebol clube"
1978 - "Pintores de canos"
1979 - "Senhor Galindez"
1979 - "O processo"



Svolge attività didattica dal '78 alla Facoltà di architettura Ritter dos Reis ed è contitolare dello studio di architettura Storchi & Rocha.
Pratica la scultura dal 1979.



Le opere di Rocha hanno la particolarità di essere sempre eseguite in metallo. Prevalente è l'uso della rete metallica modellata ed abbinata a filo di ferro o lamiera o tubi di rame. Recentemente comunque ha realizzato un grande monumento a Porto Alegre dove, oltre alle sue classiche figure in rete, L'opera si compone di una parte architettonica (grande volume in cemento vetro e ferro) ed una sinuosa lastra metallica verticale da cui si ritagliano e si distaccano dal piano della superficie delle figure.
Dall'85 ha risieduto in italia dove ha conseguito un master al Politecnico di Milano. E dove ha esposto in diverse occasioni.


NICO ROCHA : Curriculum



Mostre Personali

  • 1980 - Galeria 542 - Porto Alegre
  • 1981 - Centro Comercial - Porto Alegre
  • 1982 - Galeria Ida e Anita - Curitiba
  • 1983 - Galeria Tina Presser - Porto Alegre
  • 1985 - Galeria Tina Presser - Porto Alegre
  • 1986 - Galleria Schubert - Milano
  • 1986 - Sala Dosso Dossi - Ferrara
  • 1987 - Galeria Espaco Capital - Brasilia
  • 1987 - Galeria Montesanti - Rio De Janeiro
  • 1988 - Galeria Tina Presser - Porto Alegre
  • 1988 - Palazzo Oliva - Sassoferrato
  • ...
  • 2015 - retrospettiva 2015



                    
Mostre Collettive

  • 1983 - "A arte dos arquitetos" - IAB - Porto Alegre
  • 1984 - "70 anos de Vasco Prado" - Centro Municipal de Cultura - Porto Alegre
  • 1985 - "Nuovos arquitetos" Facoltà di architettura UFRGS - Porto Alegre
  • 1985 - "Panorama actual de arte brasileira" - MAM - S. Paulo
  • 1986 - "Arte gaucha no panorama" - Museo de arte RGS - Porto Alegre
  • 1986 - "25 anos de escultura do RGS" CEF - Porto Alegre
  • 1987 - "Fiber arts" MAM INDIANAPOLIS - Indianapolis
  • 1987 - "suite per una scultura e laser" - Galleria Schubert - Milano
  • 1987 - "Fiber arts" - Museo de artes do RGS - Porto Alegre
  • per maggiori dettagli cliccate quì

  • NICO ROCHA : Bibliografia



    1988 - A cura del Comune di Sassoferrato, Università degli studi di Urbino, "ROCHA", XXXVIII Rassegna d'arte G.B.Salvi - Piccola Europa, Sassoferrato Palazzo Oliva. Catalogo della mostra a cura di Stefano Trojani, con testo critico di Vitaliano Angelini.





    NICO ROCHA : Rassegna Stampa



    Giovedì 7 novembre 1988; Vivi Milano; Corriere della Sera

    Personale del giovane architetto scultore brasiliano, a due anni dalla prima mostra italiana. Rocha, attivo dal 1979, propone gli ultimi esiti della sua ricerca nel materiale che predilige: la rete metallica. L'esperienza e la profonda conoscenza del mezzo consente oggi all'artista di trarre dal metallo sorprendenti effetti cromatici e poetici giochi di trasparenze. Ore 11-19 chiuso festivi e lunedì. Fino al 30 novembre.


    Martedì 25 marzo 1986; Il Giorno

    "Rocha, Modellista stregone"
    "Alla Galleria Schubert la personale del brasiliano Nico Carvalho"
    Rocha, alias Nico Carvalho, espone in questi giorni alla Galleria Schubert di via Montenapoleone 8.
    Nico Carvalho, artista brasiliano, è architetto. E' a Milano per motivi di studio. Fredi Drugman, presentando la mostra, lo ha definito "sconcertante, virtuoso, funambolo, voluttuoso, modellista stregone". Poi ha scritto ancora: "Aspetto di vedere Nico qui, passando abilissimo tra i mille trabocchetti dello stilista, la moda, dall'innamoramento all'erotismo, in un cortile del Permarini, non arrivando in volo dal Faubourg Saint-Honorè o da via Condotti, ma dal Brasile, il secondo paese del mondo in quanto a violenza, Gian Lorenzo Bernini oggi restituito in Nico Carvalho da un computer grafico nemmeno tanto intelligente; della sua ricerca spaziale, progettuale, classica nel senso classico, voglio vedere l'allucinante rinascimento con-sensuale, secondo principi formali risalenti alla notte dei tempi, capire la storia della sua architettura, delle sue formerealistiche levitanti le leggi della statica, in una Milano con le sue tante emittenti pubbliche e private che focalizzano con forza l'attenzione dei settori educativi sui problemi dell'immagine.
    "Il lavoro di Nico, fiabesco audiovideomaterico, volatile figurativo, possiede lo spazio con naturalezza d'inesausta umanità, inventa un supermedium attraverso la sapienza dei corpi.
    "Uno scultore architetto. Era tanto che non se ne vedeva. Se n'era perduto lo stampo. Vederne apparire uno che gioca con tutti gli stampi del mondo, carichi dei compassi e d'oro del "design", è, nella così chiacchierata realtà artificiale, la bellezza della vita".


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    Domenica 30 marzo 1986; l'Unità

    Sacco e filo di ferro: Nico Rocha presenta le sue sculture volanti
    Stà suscitando mlta curiosità la singolare mostra allestita da qualche giornopresso la Galleria Schubert di via Montenapoleone 8 (ingresso e vetrine via Bagutta 13/1): sospese a fili, pendono dai soffitti del bel palazzo del Piermarini le sculture in rete di ferro dipinta dell'architetto, scenografo e scultore brasiliano Nico Rocha. Due di loro, esposte nei cortili del palazzo, non mancano di attirare l'attenzione dei passanti e gli scatti delle macchine fotografiche dei turisti giapponesi.
    All'artista, che espone per la prima volta al di fuori del Brasile, abbiamo chiesto il motivo della scelta di questo materiale inconsueto. "E' un materiale che mi consente di raggiungere un alto grado di definizione oppure di lasciare la forma non finita. Prima usavo il filo di ferro, poi ho provato ad usare il tessuto, ma i risultati non mi soddisfacevano. La rete metallica, ora più fitta ora più rada, più spessa o più fine, mi permette di accostare superfici finite ad altre aperte, indefinite. la scultura, con i materiali tradizionali, è si o no, vuoto o pieno, se se ne vede un angolo non se ne può vedere un altro: con questo materiale vuoto e pieno sono una cosa sola, e da un solo punto si possono guardare contemporaneamente tutte le posizioni".
    Qual'è la funzione del colore in queste opere?
    "Nella scultura la forma è la base, il colore è addizionale: io cerco in genere di frammentare la forma con il colore, di isolare ed enfatizzare certe parti del corpo".
    Che tipo di colori usi?
    "Uso vernici per carrozerie d'automobile. Preparo un fondo, poi procedo a stendere strati successivi di colore, finchè non trovo il risultato che mi sembra migliore".
    Parliamo un po' dei soggetti di queste sculture: sono corpi immersi nello spazio, pieni di slancio e di sfida, da cui emana una sorprendente carica erotica.
    "Per me il corpo è sempre erotico. A me interessa il gesto, la capacità che ha il corpo di comunicare anche senza le parole. Per esempio nella scultura "Il bacio IV", mi interessa vedere come tutti i gesti sono complementari tra loro, come ogni parte del corpo, fino alla punta dei piedi, si atteggia in funzione del gesto fondamentale, del bacio. Mi interessa soprattutto il rapporto che che si istituisce tra le persone".
    La mostra di Rocha resterà aperta fino al 24 aprile, con l'orario continuato 11-19 tutti i giorni escluse le domeniche e i lunedì.


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